martedì , 10 dicembre 2019
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Gli Educatori di Villorba vanno a convivere

Gli Educatori di Villorba vanno a convivere!

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Avete mai sentito parlare di “Settimana Comunitaria”? Noi educatori non avevamo idea di cosa fosse, ma abbiamo deciso di fidarci ed accogliere la proposta di don Paolo e don Emanuele, abbiamo fatto i bagagli e da domenica 24 novembre ci siamo trasferiti all’Urban Shelter, un’accogliente struttura del Seminario Vescovile di Treviso. Una volta arrivati è iniziata l’avventura: una settimana con un gruppo di amici, vivendo come se fossimo un’unica famiglia; ognuno ha condotto la propria vita ordinaria andando a scuola, studiando e/o lavorando, ma trascorrendo tutto il resto del tempo insieme. Ci siamo divisi gli impegni di servizio come la preparazione dei pasti, il riordino e la pulizia dei locali, abbiamo condiviso gli spazi ed i momenti della quotidianità, compresi quelli di stanchezza e frustrazione dopo un’intensa giornata di lavoro o di lezione all’università ritrovandoci poi la sera anche in un tempo di riflessione e di preghiera.

Per trasferirvi il senso profondo e formativo dell’esperienza della Settimana Comunitaria, però, prendiamo a prestito le parole di Jean Vanier, filosofo canadese, che la racconta così:

“…Vivere per qualche giorno in una grande famiglia porta immancabilmente l’altro dentro le mie scelte. […]  Chi mi è accanto mi richiama continuamente alla memoria che spesso altri decideranno per me, mentre io deciderò per altri. In gruppo sperimenterò che le mie povertà saranno accolte e perdonate nella misura in cui io avrò fatto spazio ai limiti del compagno di stanza. La settimana comunitaria dunque non è certo una vacanza, ma un allenamento intensivo. Un piccolo passo nel lungo e accidentato cammino verso un’esistenza responsabile.”

Arrivati quasi al termine di questo tempo di comunione sentiamo di essere cresciuti nelle relazioni tra di noi, ci siamo divertiti, ascoltati, corretti, ci siamo presi cura gli uni degli altri e sicuramente ci mancherà un po’ quel saluto mattutino: “Buona giornata ragazzi, ci vediamo stasera a casa!”.

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