lunedì , 22 ottobre 2018
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Caro Don Emilio, arrivederci e grazie

O Signore, eccoci qui riuniti come comunità, per ringraziarTi dei tuoi santi doni.
E’ un GRAZIE particolarmente sentito quello di oggi perché desideriamo che salga a Te la nostra lode per averci affidato alle cure di Don Emilio che, come buon pastore, ha guidato la nostra comunità negli ultimi ventidue anni. Egli Ti ha servito con devozione ed umiltà e si è prodigato per annunciare, con la sua vita, la Tua presenza ed il Tuo amore per noi. Lo ha fatto sostenuto da una grande fiducia nella Tua Parola e con la consapevolezza di essere “uno” dei tanti “vignaiuoli” chiamati a prendersi cura della “ tua vigna”. Al suo arrivo ha trovato una comunità meno numerosa di quella attuale, animata da tante richieste e desiderosa di trovare nuovo slancio e nuove prospettive, ma allo stesso tempo determinata a preservare ed arricchire il patrimonio spirituale e materiale che la caratterizzava.

GRAZIE, o Signore, perché Don Emilio ha saputo ascoltare tutti noi e, in più occasioni, di fronte a decisioni difficili e delicate, non si è pronunciato subito scegliendo, prudentemente, il silenzio quale strumento prezioso che permette di ascoltare l’altro e soprattutto di riconoscere ed ascoltare la Tua voce. Nel suo agire ci ha ricordato che tra le tante urgenze, tra le tante voci ce n’è una da riscoprire: la Tua, o Signore! La Tua Parola è capace di portarci all’essenziale, di dipanare la matassa dei nostri dubbi, delle nostre paure per aprire i nostri occhi su ciò che davvero è importante avendo a cuore l’uomo ed i suoi veri bisogni.

Dall’ascolto della Tua parola nasce il dialogo che si fa preghiera. Allora GRAZIE Signore perché Don Emilio tante volte ci ha invitato a pregare, in maniera semplice, spontanea ma costante. Egli ha valorizzato la preghiera di devozione e tradizione come la recita del rosario, ma anche quella privilegiata ed intima come nei momenti di adorazione. Ha richiamato tutti all’importanza della preghiera fervente, di lode, preghiera certa di essere ascoltata soprattutto quando si fa supplica e ringraziamento. Ha insistito, oltre che sulla preghiera personale, su quella comunitaria per ricordarci che non siamo soli ma tutti parte di un’unica grande famiglia e c’è un grande bisogno di pregare per tutti.

GRAZIE, o Signore,perché il nostro parroco ci ha aiutato ad avere attenzione agli ultimi e ai sofferenti. Non c’è gioia per un padre se in famiglia qualcuno è escluso, né tanto meno se le prove fisiche o morali arrecano dolore ad uno dei suoi figli. E’ proprio di chi ha più bisogno che un padre si preoccupa e così, nel suo ministero, Don Emilio ci ha insegnato a prenderci cura di coloro che sono in difficoltà e che per pudore, vergogna o incapacità spesso tendono a chiudersi nella loro miseria e nella loro sofferenza.

Ti siamo RICONOSCENTI, o Signore, per la gioia che abbiamo colto nello sguardo di Don Emilio nell’incontro con i bambini e per averli così valorizzati all’interno della nostra comunità prestando loro la sua voce. Ai genitori ha raccomandato il dovere di rispettarli ed accoglierli nelle loro diversità. Nei tanti incontri che ha tenuto ha fatto riflettere i papà sulla responsabilità che essi hanno nel rappresentare concretamente, per i loro figli, la prima immagine di Dio Padre Buono. Un Padre che non si stanca mai di ascoltare, perdonare, sostenere ed accompagnare il proprio figlio nelle strade della vita. Così come, con la stessa premura, ha proposto alle mamme l’esempio di Maria, fonte di tenerezza e amore infinito. Don Emilio ha ricordato che, come la mamma celeste, tutte le mamme hanno un ruolo speciale all’interno della famiglia in quanto depositarie di confidenze, autrici di mediazione, capaci di leggere oltre le apparenze e di rassicurare, come nessuno mai, i propri figli.

GRAZIE , o Signore, per come il nostro parroco ha annunciato il Vangelo. In tempi come questi dominati dalla fretta, dall’individualismo, dall’efficienza e dalla pretesa di risultati immediati e vincenti, non è facile parlare di un Dio Padre che è paziente con i suoi figli, che ci invita alla carità fraterna, all’accoglienza. Non trova facili consensi l’annuncio del Vangelo che ci ricorda che la misura dell’amore è la capacità di perdonare e che la vera ricchezza, la vera eredità sta nel cuore dell’uomo e non nei beni che possiede. Ancor più, appare poco opportuno, di fronte all’esaltazione dell’uomo e delle sue indubbie potenzialità ricordare che, in quanto creatura, l’uomo è limitato, fragile, mortale. Ciò nonostante Don Emilio ha saputo trovare strade e parole nuove per parlarci di Dio, del Suo amore per noi, per ravvivare la nostra fede e diventare così una comunità più unita e aperta al prossimo. Di fronte alle difficoltà non si è tirato indietro, non si è nascosto, ma ha lavorato perché il Tuo seme, o Signore, trovasse un buon terreno.

E se dai frutti si riconosce la qualità dell’albero ti RINGRAZIAMO anche per tutti i frutti materiali che, sotto la guida di Don Emilio, la nostra parrocchia ha potuto raccogliere: la tanto desiderata Casa della Comunità che ci permette di incontrarci e di realizzare attività di carattere spirituale e ricreativo, il restauro del campanile, l’abbellimento interno ed esterno della chiesa, l’istituzione del nido integrato e soprattutto l’aver messo mano al delicato ed ingrato compito di regolarizzare e mettere a norma tutti gli edifici di proprietà parrocchiale. Per realizzare queste opere, oltre al contributo di tutti noi, ha promosso azioni di finanziamento e prestito senza interessi, dimostrandosi un buon amministratore che, con i fatti e non solo a parole, ha sostenuto le diverse iniziative con grande generosità. Oltre a tutto ciò, o Signore, consideriamo un dono prezioso, del quale Ti siamo davvero GRATI, la grande disponibilità di tutti coloro che a titolo diverso, a seconda dei servizi e dei carismi, hanno risposto all’invito di don Emilio ad essere “pietre vive”della chiesa. Egli ha saputo chiedere ed aspettare che maturasse nei nostri cuori la voglia e il desiderio di collaborare per il bene della comunità riscoprendo valori come la solidarietà e la sussidiarietà.

Infine, caro Don Emilio, un GRAZIE a Te, di cui mi faccio interprete a nome di tutti i presenti, degli ammalati, degli anziani e di tutti i Villorbesi che in questi 22 anni Ti hanno conosciuto. Qualche domenica fa, durante la Santa Messa, hai accostato “la figura del samaritano” alla Tua esperienza di parroco: come Lui, lungo le strade della Tua vita, sei “passato” per Villorba e Ti sei fermato, hai visto le necessità e Te ne sei preso cura. Per noi, però, sei andato ben oltre. A differenza della parabola Tu non hai pagato qualcuno perché, in Tua assenza, provvedesse ai nostri bisogni, ma hai messo tutta la Tua passione e le Tue capacità affinché imparassimo, come il samaritano, ad aiutare il prossimo. Ora il Signore Ti chiama ad altri incarichi, Ti indica una nuova strada e noi sentiamo il piacere e il dovere di accompagnarti, con la preghiera e l’affetto, nella nuova missione, nonché di ringraziarTi per essere stato, per noi, non solo un buon samaritano ma, soprattutto un Buon Pastore.

O Signore, dona a Don Emilio la Grazia che viene da Te perché, come è suo desiderio, possa continuare con la sua vita a cantare per sempre il Tuo amore e fa che nel suo cuore senta forte e sincera la nostra GRATITUDINE per quanto ha fatto per noi e per il dono della sua amicizia. Perciò caro Don Emilio, BUONA STRADA e ancora GRAZIE, GRAZIE E GRAZIE.

 grazie don emilio

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